GP d'Olanda

Ad Assen le MotoGP frenano per 29”. E le ruote qui contano

- Pista un tempo soprannominata l'università della moto, quella di Assen rimane fra le più belle per vedere correre una MotoGP richiedendo qualità tecniche di guida importanti. Con i dati di Brembo vediamo come si comportano le MotoGP in staccata
Ad Assen le MotoGP frenano per 29”. E le ruote qui contano

Anche se è stata modificata pochi anni fa, la pista di Assen resta una delle più belle al mondo per la guida di una moto da corsa e non solo. E' una delle più tecniche e spettacolari.

Lungo 4.542 metri, il circuito olandese ha diciotto curve, di cui alcune piuttosto veloci, ma è un tracciato molto guidato che alla fine presenta soltanto dieci frenate.

E di queste solo tre sono impegnative per gli impianti frenanti, tanto che nell'attribuire il livello di severità, i tecnici Brembo gli attribuiscono il punteggio di 1 punto in una scala che arriva a cinque. E' il più basso del campionato, seguono con tre punti Portimao e Phillip Island.

I piloti usano i freni per 29” ogni giro, che corrisponde al 31% del tempo necessario a compiere un giro. Ad Assen la velocità massima delle MotoGP è dell'ordine dei 310 orari e i molti tratti veloci mantengono le temperature di esercizio a un livello ottimale.

La curva 1 (Haarbocht) è preceduta dalla staccata più severa del circuito. E' leggermente in discesa e le moto ci arrivano a 285 km/h: i piloti frenano per 4,3” percorrendo 220 metri. Per scendere ai 111 km/h necessari per impostare la curva; i piloti esercitano un carico di 5,3 kg sulla leva e subiscono una decelerazione di 1,5 g. Per ogni giro il carico sulla leva del freno anteriore è di 36,6 kg contro i 38 kg della Superbike, che ad Assen corre, per avere un confronto.

A parte Le Mans, che mostra il delta di velocità più alto di 180 km/h (come abbiamo visto questo valore è di 174 ad Assen), sugli altri circuiti del mondiale ci sono riduzioni di velocità superiori ai 200 orari e con punte di 250 km/h, vedi il Mugello con la frenata alla San Donato.

Ad Assen le altre due frenate forti sono prima delle curve nove e sedici..

Alla 9 si scende da 238 a 115 km/h, lo spazio di frenata è di 158 metri (3,3” necessari) e la decelerazione massima arriva a 1,3 g.
Alla 16 si arriva a 214 km/h e si scende alla corda a 96 km/h. Lo spazio di frenata è di 147 metri, i freni sono azionati per 3,5” e si arriva a 1,1 g di decelerazione con un carico alla leva di 3,9 kg.

L'importanza delle ruote

Con tante curve da impostare e soprattutto cambi di direzione diventa importante l'apporto delle ruote. I cerchi in magnesio forgiato Marchesini equipaggiano quasi due terzi delle MotoGP: per l’anteriore sono disponibili le varianti a cinque razze a Y e a sette razze, per il posteriore a sette razze.

Tutti i cerchi discendono da multiforging 3D a stampo chiuso e trattamento termico garantendo massima rigidezza e minima inerzia.

Il risparmio di peso dalle ruote, che insieme ai pneumatici costituiscono le masse non sospese in rotazione più importanti, migliora l’accelerazione della moto, la sua maneggevolezza e anche la risposta in frenata.

  • Edouard Bracame

    Due terzi di 11 squadre fa circa 7.

    Io ne vedo solo 6, che vista la taglia del campione significa piuttosto metà delle squadre.

    Perché guardando le foto ai box, senza Marchesini io vedo :
    - Suzuki
    - Honda HRC
    - Honda LRC
    - Yamaha Petronas
    - Yamaha Monster
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