Motomondiale

MotoGP 2021. Test Qatar, Day 4: tripletta Yamaha

- Altra giornata velocissima. Ottime le Yamaha, bene le Ducati, conferma Aprilia. Rossi in crescita
MotoGP 2021. Test Qatar, Day 4: tripletta Yamaha

Si è andati fortissimo anche oggi, appena meno di ieri (0”3) grazie a condizioni molto buone. Fino a pochi minuti dalla fine, davanti a tutti c’era sempre una Ducati, questa volta quella di Pecco Bagnaia, che dopo aver fatto un “time attack” un attacco al tempo, ha anche fatto una serie di nove giri, tutti in 1’54. Buon passo, buona conferma per Pecco che aveva iniziato i test invernali con una caduta che gli aveva tolto un po’ di sicurezza.

Ma Bagnaia è uno forte, la Ducati vola in Qatar - a proposito, altro primato di velocità massima a Losail: 355,2 km/h per il solito Johann Zarco, che, evidentemente è il più aerodinamico in rettilineo - e Bagnaia, turno dopo turno ha ritrovato confidenza. E poco importa se nel finale, il pilota della Ducati è stato superato prima da Fabio Quartararo, poi da Maverick Vinales, solo 0”061 millesimi più lento del tempo di Jack Miller di ieri, infine da Franco Morbidelli, salito al secondo posto con un “time attack” finale. Bagnaia, quindi, ha chiuso quarto, ma il giudizio della sua giornata rimane certamente positivo.

Per quanto riguarda i piloti Yamaha, sono andati forte anche nel passo, specie Vinales che, come al solito, ha dedicato la prima parte della sessione a provare le partenze, suo punto debole del passato. La sensazione è quella di un Vinales più solido, ma bisogna aspettare le gare prima di sbilanciarsi in giudizi sullo spagnolo. Morbidelli ha lavorato tutto il giorno sulla consistenza, con risultati più che apprezzabili: Franco è solido. Poi il giro matto finale, a soli 0”079 da Vinales. Bravo Morbido.

Aprilia si conferma

Dopo la rottura tecnica di ieri, Aleix Espargaro conferma che la nuova RS-GP è una moto buona, forse addirittura buonissima, affidabilità permettendo. Aleix è stato costantemente nelle prime posizioni; ha chiuso quarto a soli 0”396 dalla vetta, ma ha anche fatto pochi giri consecutivi. Insomma, sulla distanza oggi è stato meno efficace che nei giorni precedenti.

Rossi in crescita

Sesto e settimo posto per le due Suzuki di Joan Mir e Alex Rins. Entrambi oggi hanno continuato a testare molti componenti, senza cercare il tempo più di tanto. Ma quando Rins si è portato più avanti in classifica, Mir ha subito replicato: la rivalità dentro al box c’è eccome, come è giusto che sia. All’ottavo posto un Valentino Rossi decisamente in crescita e più a suo agio con la moto. Valentino non ha fatto mai tanti giri consecutivi. - difficilmente li fa nei test - sul passo non è il riferimento, ma la sua giornata può essere considerata positiva.

Pol Espargaro, prima Honda

La migliore Honda è quella di Pol Espargaro, decimo, dopo essere stato sempre nelle prime posizioni. Pol ha fatto la sua prima scivolata con la RC213V, a inizio sessione, caduta che ero non gli ha tolto, apparentemente, sicurezza: tanti i giri in 1’54” per Pol che sta facendo certamente bene. 12esimo posto per Takaaki Nakagami, risalito proprio nel finale, superando Stefan Bradl, che oggi non è stato veloce come nei giorni precedenti.

Debuttanti

Tra i debuttanti, sfida apertissima tra Jorge Martin (14esimo) ed Enea Bastianini (15esimo), staccati di 22 millesimi, mentre Luca Marini è 20esimo.

KTM

La moto austriaca è, per il momento, la delusione di questi test: quella di Losail, evidentemente, non è una pista favorevole. Danilo Petrucci è 19esimo, ma si è avvicinato ai suoi compagni di marca: buon segno

Cadute: nella corso della giornata sono scivolati senza conseguenze Aleix e Pol Espargaro; Jorge Martin; Stefan Bradl. Piccola frattura (2 mm), invece, per Alex Marquez al quarto metatarso del piede destro: Alex è finito a terra alla curva 9, è stato riportato al box da Iker Lecuona e poi è andato al centro medico, dove è stata riscontrata la rottura.

  • Valentino.Masini, Cesena (FC)

    I pregi e difetti delle Yamaha penso siano noti da tempo.
    Va benissimo a cronometro e fatica in gruppo come è normale che sia per una moto che in rettilineo non va fortissimo.
    Nell'arco di un campionato come tutti quanti i partecipanti hanno piste a loro favorevoli e altre meno ma più di altri possiedono le caratteristiche per essere sempre la davanti, se non vincenti sul podio o a ridosso di esso.
    I risultati di anno scorso sono illuminanti a tale proposito: hanno vinto più gare loro da soli che tutti gli altri messi assieme (o quasi) ciò significa che a loro è mancato un pilota capace di rimanere sempre in alto, Morbidelli ci è andato molto vicino ma bisogna dire che lui dei 4 piloti Yamaha era quello meno attrezzato a poterlo fare e non è stato nemmeno aiutato da quel po di fortuna che sempre serve: rotture del motore e coinvolgimenti in incidenti senza propria responsabilità, questo la dice ancora più lunga sulle reali possibilità che ha avuto la Yamaha anno scorso.
    Il resto sono chiacchiere dettate più che altro dalle proprie convinzioni e quindi senza credito. Punto.

    Valentino Masini
  • JaeeP, Roma (RM)

    Troppi alti e bassi di Yamaha negli ultimi anni. Qui la YZR M1 è sempre andata abbastanza bene, ma bisogerà vedere se davvero è così competitiva su altre piste. La chiave, secondo me, sta nelle parole di Morbidelli: "...serve un setting che si accordi con le differenti condizioni di grip che possiamo incontrare...E' importante avere una base, ma anche sapere cosa fare quando ci si trova in determinate situazioni. Dobbiamo essere in grado di reagire rapidamente nei week end". Esattamente quello che è mancato finora.
Inserisci il tuo commento