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Bonus bici, eBike e monopattini elettrici: le novità e come ottenerlo - IN AGGIORNAMENTO

- Come fare ad ottenere gli incentivi per bici, eBike e monopattini elettrici? Non è poi così facile averlo... Una guida in tre fasi
Bonus bici, eBike e monopattini elettrici: le novità e come ottenerlo - IN AGGIORNAMENTO

Aggiornamento del 19 giugno

Altri 20 milioni di euro (forse) in arrivo con il Decreto Rilancio per il bonus bici. La proposta è contenuta in un emendamento proposto dalla deputata M5S Paola Deiana, capogruppo in commissione Ambiente. I fondi - si legge nel testo - serviranno per coprire anche chi "rischiava di rimanere escluso dal bonus" visto che la misura ha avuto "un successo sopra ogni aspettativa". Erano già stati stanziati fondi "sufficienti per l'acquisto di 450mila biciclette, ma i dati ci evidenziano come si sia arrivati, ad oggi, a quasi 600mila pezzi venduti"

Sedate le preoccupazioni sulla copertura economica con il raddoppio dei fondi (o quasi), rimaneva solo la questione di quanto fosse complicato ottenere il bonus bici. Uno dei motivi era il fatto che fosse indispensabile la fattura. Si è deciso allora di far valere come documento d'acquisto anche lo scontrino fiscale, ma a condizione che sia "parlante". Cioè che sia chiaramente scritto che prodotto è stato acquistato e sia riportato anche il codice fiscale dell'acquirente.

COME OTTENERLO

L'incentivo di 500 euro per l'acquisto di biciclette, eBike e monopattini elettrici, il cosiddetto "bonus biciclette" è una delle misure contenute nel Decreto Ripartenza. Di fatto copre il 60% dell'acquisto fino a un massimo di 500€. Possono usufruirne tutti i maggiorenni residenti nei comuni con più di 50.000 abitanti.
 
Ma come si ottiene in concreto il bonus?
Sul sito del Ministero dell'Ambiente si legge: "Per ottenere il contributo basterà conservare il documento giustificativo di spesa (fattura) e, non appena sarà on line, accedere tramite credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) sull’applicazione web che è in via di predisposizione da parte del Ministero dell’ambiente e accessibile anche dal suo sito istituzionale. 

Alternativamente alla procedura a rimborso, una volta che l’applicazione sarà operativa (entro 60 giorni dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale) il buono mobilità potrà essere fruito attraverso un buono spesa digitale che i beneficiari potranno generare sull’applicazione web. In pratica gli interessati dovranno indicare sulla piattaforma il mezzo o il servizio che intendono acquistare e la piattaforma genererà il buono spesa elettronico da consegnare ai fornitori autorizzati, insieme al saldo a proprio carico, per ritirare il bene o godere del servizio individuato". 
 
Seppur scritto in politichese e interpretando anche in base a quanto dichiarato nei giorni scorsi dal Ministro Costa, si evince che ci saranno 3 fasi.
La prima è quella in cui ci troviamo ora. Siamo in attesa che venga messo online il sistema informatico per i rimborsi. Nel giro di pochi giorni dovrebbe essere operativo. Nel frattempo gli acquisti fatti godono ugualmente del bonus. Il decreto ha infatti valore retroattivo fino al 4 maggio.
 
La seconda fase inizierà quando sarà possibile inserire i dati dell'acquisto (fattura) nel sistema e chiedere il rimborso che verrà erogato su conto corrente. Per accedere sarà necessario essere in possessto di credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale). Questo potrebbe essere un freno perché per ottenerlo la procedura è un po' burocratica e macchinosa. Ad oggi solo un italiano su dieci ne è in possesso (6.817.000 per la precisione).

La fase tre scatterà quando il provvedimento sarà pienamente operativo (entro 60 giorni dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale). Da allora sarà possibile generare online un buono spesa digitale da consegnare al negoziante che lo sconterà direttamente dal prezzo finale del nostro veicolo. Ovviamente per generare il bonus è necessario conoscere con certezza prezzo e dati del mezzo che andremo ad acquistare.

Questo articolo è stato pubblicato il 19/5/2020. L'ultimo aggiornamento è del 4/7/2020
  • Mattingaz, Rimini (RN)

    Non capirò mai la politica del prima spendi, poi ti rimborso...

    Ma permettere direttamente al negoziante di acquistare a prezzo scontato, e di conseguenza rivendere a prezzo già scontato al cittadino...non era più semplice?

    Altrimenti si capisce che c’e la solita truffa all’italiana dietro a tutto...
  • franco.caramella, Piobesi Torinese (TO)

    Ce l'avevano fatta semplice vero? E pensate oltretutto che ad oggi c'è ancora un sacco di gente che aspetta la cig o il contributo a fondo perduto. Un altra bella strombazzata di sta gente. Complimenti.
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