Mobilità

Fase 3: come cambierà Milano? Tra Zone 30, ciclabili e piazze aperte le bici superano le auto

- La città torna a misura d'uomo e non più di automobile. Milano ridisegna le strade e gli spazi per favorire la mobilità ciclabile e pedonale. A Porta Venezia nel week end sono transitate il 54% di bici contro il 35% di auto
Fase 3: come cambierà Milano? Tra Zone 30, ciclabili e piazze aperte le bici superano le auto

Milano sta letteralmente ridisegnando la mobilità urbana. Un processo cominciato prima dell'emergenza Coronavirus, ma diventato prioritario in funzione di una ripartenza che punta sulla mobilità individuale. Come diverse volte abbiamo visto i trasporti pubblici non riusciranno a soddisfare il fabbisogno di tutti i cittadini e molti dovranno (o preferiranno) ricorrere a veicoli privati. Impensabile che tutti prendano la macchina. Le città come Milano allora stanno riprogettando le principali arterie (e non solo) per fare in modo che il post-covid sia anche l'occasione per dare impulso a una mobilità più sicura e più green. 

Verso lo stesso obiettivo puntana il Governo che nel Decreto Rilancio ha incentivato l'acquisto di biciclette, eBike e monopattini elettrici oltre a modificare il Codice della Strada per semplificare proprio le necessarie trasformazioni urbane per favorire la i veicoli di mobilità leggera.

Milano ha un progetto: Strade Aperte. Una proposta che vuole mettere in cantiere diversi interventi su più fronti per riportare al centro del capoluogo lombardo le persone e per favorire gli spostamenti a piedi o in bicicletta. Ma non solo, anche per restituire alle persone aree dove incontrarsi, giocare e vivere all'aperto. Spesso spazi che oggi sono destinati a parcheggi o al transito delle automobili. Ma andiamo per ordine e vediamo punto per punto come cambierà Milano nei prossimi mesi.

Mobilità leggera

"E’ necessario ridefinire l’uso delle strade e degli spazi pubblici e aumentare gli spostamenti di superficie non inquinanti (piedi, bici, mobilità leggera)".

In queste due righe c'è il timone dei progetti per incentivare i milanesi a riscoprire il piacere di una passeggiata o di un giro in bicicletta. Non solo per diletto, ma anche per andare al lavoro e per tutti gli spostamenti quotidiani. 

Bisogna "individuare azioni urgenti che permettano ai cittadini di muoversi in sicurezza già a partire dai prossimi mesi e ancor di più in autunno, alla ripresa delle attività produttive, commerciali, culturali, delle scuole e delle università". Tradotto significa tracciare chilometri e chilometri di piste ciclabili. Già si è iniziato a lavorare e i risultati sono già evidenti. Parte dell'asse Viale Monza-San Babila è stato reso ciclabile e i numeri confermano una diminuzione del traffico.

Corso Venezia, Milano: settimana scorsa in uso la nuova ciclabile e ora anche il primo tratto di corso Buenos Aires. La...

Pubblicato da Marco Granelli su Domenica 17 maggio 2020

"Corso Venezia, Milano: settimana scorsa in uso la nuova ciclabile e ora anche il primo tratto di corso Buenos Aires - scrive Marco Granelli, Assessore a Mobilità e Lavori pubblici -. La mobilità cambia. Su 100 veicoli che sono transitati nei giorni feriali tra le 6 e le 22, in corso Venezia incrocio con via Palestro, 50 sono auto, 32 sono bici, 18 moto. In un minuto sono passati mediamente 7 auto, 5 bici, 3 moto. In direzione periferia le bici equivalgono quasi le auto: su 100 sono 43 le auto, 39 le bici, 18 le moto. Al sabato le bici sono la maggioranza: su 100 veicoli le bici sono 54, le auto 35, le moto 11, sempre di più in direzione periferia dove diventano 61 su 100".

L'obiettivo è quello di realizzare 35 km di piste ciclabili entro dicembre 2020 di cui 22 già entro l'estate. Si vuole realizzazione di un sistema di itinerari ciclabili (telaio portante), sia radiali per la collegare la periferia al centro, che anulari e trasversali per favorire gli spostamenti tra le diverse zone della città.

Città 30

Si prevede l'ampliamento delle Zone 30, quelle aree dove il limite di velocità è appunto fissato a 30 km/h. Questo consente alle biciclette (ma anche agli scooter) di circolare con maggior sicurezza essendo ridotta la differenza di velocità tra auto e veicoli leggeri. "La rete ciclabile connette le zone 30 nuove ed esistenti e nelle zone 30 si avvale di itinerari ciclabili con percorsi più lineari realizzati in sola segnaletica e/o semplicemente indicati percorrendo strade 30 o strade condivise in promiscuo con gli altri veicoli". Oltre a ridurre il numero e la gravità degli incidenti le Zone 30 abbassano i fenomeni di risollevamento delle polveri e delle emissioni atmosferiche primarie causate dal traffico.

 

Intermodalità

Per rendere biciclette, eBike e mezzi di micromobilità una reale opportunità, bisogna trovare il modo di inserirli nella rete urbana e provinciale, oltre che nella vita dei cittadini. In quest'ottica sono stati individuati una serie di interventi collaterali alle opere infrastrutturali, ma altrettanto indispensabili.

Interscambio e intermodalità 

● Sinergia tra il trasporto pubblico, soprattutto rapido di massa, e i servizi di bike-sharing, attraverso soluzioni integrate di abbonamenti con modalità “mobility as a service”. 

● Presenza del bike-sharing alle stazioni di interscambio. 

● Politiche per il trasporto delle biciclette sui mezzi pubblici. 

● Aumento della dotazione di parcheggi sicuri per la bicicletta, con maggiori rastrelliere diffuse in città e velostazioni nei punti di maggiore interscambio. 

● Ampliamento del sistema di bike-sharing, sia a trazione muscolare che a pedalata assistita. 


Sicurezza 
● Realizzazione di un Registro bici per la prevenzione dei furti. 

Comunicazione
● Attenzione alla comunicazione dei comportamenti da adottare per la mobilità in emergenza.
● Dialogo e confronto periodico con gli stakeholder, tramite il Tavolo della ciclabilità.
● Ricorso all’utilizzo della segnaletica di indirizzamento lungo gli itinerari ciclabili e realizzazione di un'app della rete ciclabile milanese Incentivi
● Politiche premianti per chi utilizza la bicicletta per gli spostamenti sistematici.
● Incentivi economici per l’acquisto di biciclette a trazione muscolare, a pedalata assistita, cargo e pieghevoli.
● Coinvolgimento dei Mobility Manager per l’attuazione di politiche incentivanti nei contesti aziendali.

Logistica
● Promozione dell’utilizzo delle cargo bike per le consegne, anche con servizi di sharing.
● Politiche per la regolamentazione dei rifornimenti per gli esercizi commerciali attuati con veicoli a motore solo in orario notturno.

Sperimentazione e Codice della Strada
● Azioni per ottenere rapidi cambiamenti normativi in materia di Codice della Strada e ciclabilità, attraverso modifiche da inserire nei Decreti Legge, urgenti e dettati dall’emergenza.
● Sperimentazioni, condivise con il Ministero, al fine di permettere realizzazioni di nuovi percorsi efficaci e in tempi brevi.

Monitoraggio dati
● Creazione di un osservatorio per il monitoraggio costante dell’efficacia degli interventi, della loro capacità di rispondere alle misure di sicurezza sul distanziamento sociale, necessarie in questa fase, e dell’opportunità di apportare eventuali modifiche sulla base delle verifiche e dei dati raccolti (incidentalità, utilizzo della bicicletta, commercio, mobilità casa-scuola, ecc.)

Pedonalità

"E’ necessario ridefinire l’uso delle strade e degli spazi pubblici e sviluppare aree che consentano usi commerciali, ricreativi, culturali, sportivi, rispettando i rispettivi distanziamenti fisici (ma non sociali!), che saranno previsti."

Per fare questo si vogliono individuare una serie di spazi a vocazione pedonale in cui attuare interventi di moderazione del traffico e di cura urbana. Questi spazi portano a un reale miglioramento della qualità della vita, sia dal punto di vista ambientale che sociale. Sono state individuate aree al centro di ogni quartiere che diventeranno spazi di aggregazione e consentiranno la socializzazione pur mantenendo le distanze fisiche. Lo spazio di vivibilità sarà sottratto ai parcheggi e in alcuni casi tratti di strada saranno chiusi, modificando la viabilità.

  • Monocujo, Milano (MI)

    continuo a leggere commenti che dipingono la bicicletta come uno sfizio da sfaccendati.
    Allora proviamo a riassumere per punti il problema
    1) la pianura padana, e Milano in particolare, è il territorio con l'aria più inquinata d'Europa.
    2) In tante città straniere, più civili, grandi e anche più piovose e fredde è assolutamente normale andare al lavoro in bici, o magari percorrere 15 o 20 chilometri tutti i giorni.
    3) La pressione esercitata dai pendolari sulla città (non per colpa loro) era già insostenibile prima del maledetto covid
    4) nessuno vieterà alle auto di circolare, ma si favorisce l'uso delle bici, bici elettriche, motorini, scooter monopattini e si disincentiva quello delle auto
    5) Con il covid la gente eviterà i mezzi pubblici, che peraltro per un po' dovranno garantire le distanze di sicurezza e quindi viaggeranno semivuoti. Se tutti quelli che non salgono più sull'autobus prendono la loro auto in un attimo arriviamo alla paralisi
    6) A molti pendolari verrà chiesto di restare a casa a fare smartworking: le aziende hanno scoperto che risparmiano e ci saranno incentivi in questo senso.
    7) Ci sono auto elettriche in sharing, smart e altre utilitarie da affittare e lasciare dove si vuole, biciclette,biciclette elettriche, monopattini, motorini, scooter a tre ruote. Siamo sicuri che con tutte queste alternative la maggior parte degli spostamenti in auto siano indispensabili?
    8) Ci rompe gl zebedei cambiare le nostre abitudini? Lo capisco, ma non c'è altra soluzione si vuole andare da qualche parte.
    9) a Milano ci vivo. Ci sono milioni di vie perennemente ridotte a una sola corsia dalle auto parcheggiate in seconda fila e sulle poche ciclabili. La gente si ferma per cose urgentissime tipo prendere il caffè, comprare le pasterelle da portare alla cognata, giocare ai cavalli, provare un paio di scarpe. E tutti si aspetta in fila che abbiano concluso queste operazioni.Però se le carreggiate vengono ristrette per il beneficio di chi circola senza inquinare, senza occupare parcheggi e snellendo il traffico allora sì che c'è da urlare allo scandalo
  • OsteoRider, Ferrara (FE)

    Ma il milione di persone che tutti i giorni si muove dall'hinterland a Milano per lavorare, LAVORARE, cos'ha fatto si male per meritarsi la chiusura delle carreggiate con conseguenti ore bloccati nel traffico e soprattutto cosa se ne fa della bici? Visto che siamo su Automoto, non sarebbe bastato un incentivo all'uso della moto? Avremmo risolto il problema del traffico in 2 giorni, tutti in giro in moto. Invece fare ciclabili per alcuni è più chic, fa molto centro. Caro Marco Quattrini, invece di gioire per le bici forse dovresti allinearti un po' di piu con chi oggi sta perdendo il lavoro, che potrebbe non amare questa pubblicità esagerata per un sindaco che sostiene solo chi abita in San Babila e ha tempo per andare in bici.
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