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Incidente Doriano Romboni, si va a processo?

- Dopo quasi sette anni, chiesto il rinvio a giudizio per tre indagati
Incidente Doriano Romboni, si va a processo?

Forse si è trattato di un atto dovuto, vista la gravità dell’evento: fatto sta che l’udienza svoltasti al Tribunale di Latina ha di colpo riacceso i riflettori su uno degli incidenti che più colpirono l’opinione pubblica, per la tragica fatalità e degli eventi e la tragedia che si sommò a tragedia.

Sono giusto passati sette anni dal 30 novembre 2013, quando presso la pista de “Il Sagittario“ di Latina si svolgeva il “Sic-Day“, manifestazione in ricordo di Marco Simoncelli.

Una competizione di supermotard, che richiamò molti piloti in attività ed ex professionisti, oltre ad una nutrita schiera di personaggi televisivi: insomma, una vera festa delle due ruote, funestata purtroppo dall’incidente di Doriano Romboni, caduto durante le prove ed investito da altri concorrenti.

Per lo spezzino non fu possibile fare nulla: troppo gravi le ferite riportate in pista, ed a nulla valsero i tentativi di tenerlo in vita.

Romboni aveva 45 anni e lasciò la moglie Sara e due figlie in tenera età.

A distanza di sette anni, il pubblico ministero Giuseppe Miliano, nell’ambito del procedimento penale sulla vicenda, ha chiesto il rinvio a giudizio per Sandra Temporini, l’amministratore delegato della società “Il Sagittario“ e titolare del circuito motociclistico, per l’ispettore della FMI Gennaro Caccavale e per il coordinatore del Comitato Impianti della Federmoto, Adamo Leonzi.

La prima è accusata di “aver omesso di adottate tutte le cautele necessarie alla gestione dell’impianto per impedire il superamento dei limiti di rischio connaturati alla pratica sportiva”; a loro volta, secondo il Pubblico Ministero, gli esponenti federali non avrebbero invece rilevato le discrepanze tra i dati riportati nella planimetria della pista e non avrebbero prescritto protezioni in corrispondenza del tratto a rischio.

I familiari del pilota si sono costituiti parte civile: la prossima udienza è fissata per il 15 dicembre, quando verrà deciso se e quando ci sarà il processo a carico dei tre imputati.

Il tutto, mentre incombe lo spettro della prescrizione del reato: per “Rombo“ ed i suoi familiari sarebbe un’intollerabile beffa.

  • Levrieronero, Piacenza (PC)

    Sinceramente la vedo come chi ha scritto prima di me, ma aggiungo... un pilota se ritiene che ci siano dei pericoli eccessivi può anche decidere di non correre - specie in un evento come quello che ha visto coinvolto il povero Doriano - considerando che non si giocava il mondiale nell'ultimo circuito.
  • Luca6N, Milano (MI)

    In un articolo di moto.it scritto qualche giorno dopo l'incidente, i responsabili dell'impianto dicono che c'è stato un errore sui piani di fuga:
    - 15 metri dichiarati
    - 11 metri reali
    - 6 metri da regolamento
    Vuol dire che hanno quasi il doppio dello spazio minimo.
    La FIM el Federazione internazionale hanno entrambe omologato il circuito.
    Quindi si sa nello specifico cosa viene contestato?
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