Intervista

SBK. Carlo Fiorani: “Rea ha rifiutato una Honda MotoGP”

- Fiorani ripercorre la sua lunga carriera, ci parla dei campioni con i quali ha lavorato, sia in GP che in SBK, della sua passione per il fuoristrada, e ci rivela alcuni inediti retroscena

Carlo Fiorani è da molti anni uno dei protagonisti del mondo delle corse motociclistiche. Una carriera ultra ventennale, sempre al servizio della Honda, la più grande Casa motociclistica mondiale, ad eccezione di un breve periodo (dal 1996 al 2000) nel quale ha lavorato per la Ferrari, sempre nel campo delle corse e della comunicazione.

Dopo aver iniziato in Honda Italia, Fiorani è poi passato in Honda Motor Europe, successivamente in Honda Racing ed in HRC, per poi spostarsi in Honda Racing Motorsport Division, dove attualmente svolge le mansioni di Direttore della Comunicazione. Dallo scorso anno collabora inoltre con il Comitato Velocità della FMI e quindi con particolare riferimento al CIV.

Questo il Fiorani professionista, mentre l’uomo è educato, cordiale, gentile e disponibile, ma soprattutto è da sempre un appassionato motociclista, al quale piace ancora percorrere migliaia di chilometri in moto, preferibilmente in fuoristrada, tanto da detenere, con l’amico Salvo Pennisi di Pirelli, il record mondiale di altura per una moto bicilindrica, quando con la nuova Africa Twin ha raggiunto i 6.000 metri di altezza in cima ad un vulcano in Cile.
 

I piloti del fuoristrada che ricorda con piacere e con grande stima sono l’indimenticabile Fabrizio Meoni, Corrado Maddii ed Edi Orioli, ma nella sua lunga carriera Carlo ha lavorato in tutti i maggiori campionati mondiali di velocità ed ha quindi conosciuto da vicino campioni del calibro di Valentino Rossi, Max Biaggi, Casey Stoner, Nicky Hayden, Jonathan Rea e tanti altri. Piloti che lui definisce “persone non comuni”, con caratteristiche che li rendono speciali, dei veri “fuoriclasse”.
In questa intervista ci parla di cosa differenzi caratterialmente i due rivali per antonomasia di questi ultimi anni di MotoGP: Rossi e Márquez, delle incredibili doti di collaudatore di Valentino e del grande coraggio del suo rivale spagnolo. Ricorda affettuosamente il compianto Nicky Hayden, e non manca un accenno a piloti del passato, come il sei volte campione del mondo Jim Redman, ora quasi novantenne, o come la “misteriosa” quanto fulgida meteora Freddie Spencer. Fiorani ci rivela anche alcuni retroscena, come quello del gran rifiuto di Jonathan Rea a passare in MotoGP con il team Gresini nel 2013, scegliendo come sappiamo di restare in Superbike.

  • gs2best, Pomponesco (MN)

    Molto bello e interessante ma un piccolo appunto.

    Quando dice che le case non dovrebbero evitare i grandi eventi di promozione riferendosi chiaramente alle defezioni annunciate ad EICMA da BMW e KTM forse ha già scordato che HONDA e YAMAHA avevano fatto la stessa cosa nel 2009
  • janthelast, Asti (AT)

    @Profil671: ok che Rea era sulla Honda ufficiale (che però non aveva mai guidato prima) ma, nelle uniche due apparizioni in MotoGP della sua carriera, è arrivato 8° e 7°, risultati che gente che ha trascorso una intera carriera in top class non ha raggiunto.
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