Estate 2020

Viaggi e giri in moto, l'itinerario della settimana: via tra Terra e Cielo

- Per fuggire dal caldo abbiamo cercato una fresca via tra Terra e Cielo, passando in un tunnel sterrato a 2.642 metri siamo risaliti fino a un gelido ghiacciaio a 3.000: 4 montagne, 500 chilometri di asfalto e sterrato

E’ sempre incredibile scoprire quanti segreti si nascondano nelle nostre montagne, di percorsi e colli se ne possono fare un’infinità, tutti con paesaggi che ti segnano e non vorresti mai tornare a casa, ma la strada che collega le Alpi dell’Alta Provenza con le Alte Alpi attraverso òa galleria Parpaillon a 2.642 metri ha davvero qualcosa d’incredibile.

Partiamo prestissimo alle 7, così traffico e caldo sono scongiurati, dopo le 8 siamo già sulla strada di Demonte (Cn) direzione Colle della Maddalena 1996 mt, verso il confine italo-francese. I tornanti che precedono la vetta sono sempre un bel divertimento la nostra Africa Twin 1100 Adventure Sports sale fulminea affamata di sterrato, non vediamo l’ora di provare come lavorano le sospensioni elettroniche sulle pietre delle Alpi.

Inizia la discesa, nessuna auto e temperatura perfetta, si prosegue fino al paese La Condomine Châtelard in cui si svolta destra per entrare nel vivo dell’avventura, poche case ma c’è una buona panetteria per fare provviste o se si ha voglia di un caldo croissant appena sfornato, attenzione che di benzinai neanche l’ombra, o si fa carburante in Italia a Vinadio dopo Demonte altrimenti fino dall’altro versante del Parpaillon non ne troverete più lungo la strada, se proprio si dovesse rimanere quasi a secco, oltre La Condomine continuando a seguire la strada principale, è possibile trovarne.

Noi con i 500 chilometri di autonomia non abbiamo problemi quindi andiamo tranquilli e iniziamo a mordere la montagna del Parpaillon: salendo bisogna prestare attenzione alla svolta a destra che indica il tunnel dopo i tornanti, ancora qualche metro d’asfalto e inizia lo sterrato, è da subito bello smosso, fa capire che non è la classica strada bianca adatta a tutti, pietre acuminate piantate nel terreno che non risparmiano per nulla le nostre gomme. Fortunatamente abbiamo montato le Anlas Capra X adatte anche all’off che per la prima volta usiamo sui cerchi Tubless dell’ Adventure Sports, come pressione abbiamo gonfiato 2 atmosfere sia anteriore che posteriore, sospensioni e gomme lavorano egregiamente non si perde direzionalità e nemmeno trazione.

Il paesaggio che sia apre dopo il sottobosco ai nostri occhi è una verde valle infinita che taglia una grande montagna coperta di sassi, sembra impossibile possa esserci una strada eppure c’è, una piccola striscia di terra si distingue da lontano e noi la seguiamo, anche il nostro Garmin Zumo XT che pare nato principalmente per i percorsi asfaltati ci dice che è corretta, fortunatamente questo nuovo navigatore ha persino le sterrate segnate.

La temperatura si abbassa salendo e sicuramente aiuta, ma aumenta la percezione della fatica a 2.500 metri, guidando sulle pietre con i precipizi ai lati l’attenzione non può mai venire a mancare, la moto è dotata di DCT così non si rischia lo spegnimento nei tornanti nel caso di marcia sbagliata o passaggio angusto.

Ci siamo, quota 2.642 metri, la galleria è sulla destra fredda, buia, allagata e a volte anche con lingue di ghiaccio, nessuna paura un filo di gas e i 500 metri della sua lunghezza vanno che è un piacere, è sempre un bello quando si rivede la luce alla fine di un tunnel, ora giù in discesa, lo spettacolo che si apre toglie il fiato, catene montuose, pascoli liberi, un deserto di prati.
Finito lo sterrato qualche tornante asfaltato e poi ancora qualche pezzo off di fondovalle, su un tornante una doppia indicazione per Embrun: a destra asfalto, a sinistra sterrato... ovviamente la scelta è facile!

A fondo valle si risale verso Briancon, bella cittadina con un centro storico fortificato e importantissima via romana di collegamento tra Torino e Arles dove soggiornò anche Giulio Cesare, passata la cittadina bisogna seguire l’indicazione a sinistra verso Nevache e Colle della Scala 1762 mt, che ci riporterà al fresco montano, da lì si scende a Bardonecchia al Melezet in territorio italiano così ci si potrà rifocillare conb la nostra buona cucina.
Ancora tante belle curve ma attenzione a dossi molto ampi di rallentamento dopo le gallerie che si confondono con l’asfalto, la nostra endurona li assorbe alla grande, ma in due con bagagli con una stradale pura non sarebbe bello farsi cogliere impreparati!

Siamo a Bardonecchia, è ancora presto e allora perché non farci un ultimo regalo, il ghiacciaio del Sommeiller è li che ci aspetta con la sua incredibile strada sterrata fino a quota 3.000, nel 2018 al motoraduno stella alpina ci avevamo provato , ma la troppa neve ci aveva bloccato negli ultimi tornanti, allora dobbiamo ritentare!

Seguendo le indicazioni per Rochemolles proprio vicino l’uscita dell’autostrada si prosegue su una stretta strada asfaltata che poi diventa sterrata ma abbastanza facile, fino al rifugio Scarfiotti a quota 2.165 mt., da lì in poi la situazione cambia, tornanti più ripidi, pietre e precipizi che non concedono distrazioni.
Il paesaggio è sicuramente unico, passare in mezzo a muri di neve al primo di agosto non capita tutti i giorni, solo roccia grigia e una terra rossa, non siamo su un altro pianeta ma al ghiacciaio del Sommeiller, un luogo unico in Europa, solo pietre e ghiaccio eppure è bellissimo: questo è vivere la moto totalmente!

Nuvole e tuoni vogliono farci allontanare, a 3.000 metri non ci sono ripari e a queste quote non si scherza con il meteo! Forse è ora di scendere, la nostra Adventure Sports va che è un piacere, basta farla scorrere a marce basse e via un tornante dietro l’altro, anche sul fango provocato dai muri di neve sciolta le gomme Anlas Capra X mordono bene.
Da ricordare che ogni giovedì la strada è chiusa ai veicoli a motore e dal 15 luglio al 31 agosto si paga un pedaggio di 5 euro direttamente sulla strada al bivio per il rifugio Scarfiotti dalle ore 9 alle ore 17.
Siamo tornati a Bardonecchia per una meritata sosta in paese, sporchi e felici!

Da qui ormai la via è breve, la statale scende verso Susa passando dal Forte d’Exicilles un’importante fortezza che controllava il passaggio in valle da eserciti nemici, è una strada di forte percorrenza per la montagna, quindi per godersela anche paesaggisticamente è meglio scegliere orari in cui le masse turistiche non passano.

Prima di lasciarvi ricordiamo l’importanza dell’abbigliamento tecnico che va sempre utilizzato, ancor di più in fuori strada, dove una banale caduta può capitare, e non avere degli stivali tecnici adeguati o protezioni può essere fatale.
Anche gli pneumatici in questi casi sono fondamentali, diverse aziende hanno gomme con tasselli che comunque rispettano misure e codici velocità indicati dal costruttore sul libretto, sono un buon compromesso sull’asfalto ma anche su pietre ghiaia e fango.
Ora non rimane che ripartire sempre con prudenza e con l’umiltà di sapere riconoscere i propri limiti su strada e off!

Buon giro!
Fabrizio Gillone

Abbigliamento e accessori di viaggio
Casco: BELL MX-9 Adventure
Tuta: SPIDI VOYAGER 4 SUIT
Guanti: ProGrip
Stivali: Honda/Alpinestars Toucan Boot
Navigatore: Garmin ZUMO XT
Fotocamera: Nikon Z50 con ottica 16-50 VR
Binocolo: Nikon Sportstar EX 10x42
Pneumatici: Anlas Capra X

  • kkk24, Casale Monferrato (AL)

    Avendo percorso la strada del Sommelier diverse volte, ultima quest'anno a luglio, mi permetto di aggiungere qualche considerazione, forse utile a chi legge l'articolo.
    La strada è descritta come facile fino al rifugio Scarfiotti, in effetti è così, anche oltre. Gli ultimissimi km però sono tornanti in salita di un percorso abbastanza stretto e soprattutto con pietre spaccate. Nulla di difficile, ma con una bicilindrica da 200 e oltre kg ci vuole un po' di perizia, le gomme giuste e la pressione giusta. Aggiungo che "fuori stagione" ovvero poco prima dell'apertura a pedaggio, non è infrequente trovare frane o neve anche nelle parti più basse, che impongono attraversamenti o deviazioni un pelo più difficili. Quindi evitate di andarci con scarpette, borse, gomme stradali e morosa al seguito...
  • Alberto101

    Strade magnifiche. Ho fatto sia il tunnel de Parpaillon che il col du Sommeiller.
    Dentro il tunnel, a seconda della meteo e del periodo, oltre all'acqua e' possibile trovare lastroni di ghiaccio, occorre quindi fare molta attenzione. Io ricordo di aver aspettato che uscisse una specie di colonna di 4x4 tedeschi e ho chiesto loro come erano le condizioni e poi mi sono avventurato dentro. Per fortuna solo qualche pozzanghera e niente ghiaccio.
    Domanda per l'autore dell'articolo: come vi siete trovati con il DCT nei piccoli tornanti del Sommeiller? io ricordo che ho fatto un uso abbondante di frizione per ben gestire la motricita'.
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