MERCATO

MotoGP 2022: KTM parla italiano con Fabiano Sterlacchini e Francesco Guidotti

- Con un comunicato, la Casa austriaca fa sapere di aver interrotto il rapporto con Mike Leitner, che rimarrà con il ruolo di consulente. Starlacchini, ex braccio destro di Dall’Igna, diventa il direttore tecnico, mentre Guidotti passa dalla Pramac alla Ktm, sempre nel ruolo di team manager
MotoGP 2022: KTM parla italiano con Fabiano Sterlacchini e Francesco Guidotti

I mezzi tecnici ed economici non mancano, anzi. Bisogna però saperli sfruttare bene. Ci vuole esperienza e gente molto competente. Ecco quindi che KTM ha deciso di cambiare per la sesta stagione in MotoGP: l’ingegner Fabiano Sterlacchini, da inizio anno in Ktm dopo essere stato il braccio destro dell’ingegnere Gigi Dall’Igna in Ducati, diventa il direttore tecnico, mentre Francesco Guidotti assume il ruolo di team manager.

Mike Leitner, il tecnico scelto in Austria per iniziare l’avventura in MotoGP è stato rimosso dal suo ruolo, anche se con la KTM mantiene una collaborazione come consulente, stando a quanto riportato dal comunicato ufficiale con le consuete parole di ringraziamento di Pit Beirer, il capo delle attività sportive.

Cosa cambia

Di fatto è una vera e propria rivoluzione, anche se, per la verità, Sterlacchini aveva già assunto il ruolo di direttore tecnico, anche se non ufficialmente. Fabiano porta una grandissima esperienza, maturata in tanti anni in Ducati, fino alle separazione del 2019.

Sterlacchini aveva continuato a lavorare nel settore moto, ma non più nelle corse, fino a quando è stato chiamato da Beirer per rinforzare un reparto che ha bisogno di esperienza, che non la puoi comprare da nessuna parte, ma la puoi acquisire solo da tecnici di altissimo livello. Come lo è l’ingegner Sterlacchini, uno dei punti di riferimento del paddock. E come lo è Francesco Guidotti, l’artefice della crescita esponenziale del team Pramac negli ultimi dieci anni: Guidotti, tra l’altro, conosce l’ambiente austriaco, avendo lavorato in KTN ai tempi di Marc Marquez in 125. I meriti di Francesco sono tanti: conoscenza dei piloti; conoscenza dell’ambiente; capacità di creare un clima perfetto all’interno del box (cosa che, invece, non è riuscita all’autoritario Leitner); conoscenza del regolamento; ottime relazioni con tutti gli uomini che contano nella MotoGP. Insomma, un team manager da riferimento: il lavoro da fare è tanto, ma la coppia Sterlacchini-Guidotti è in grado di svolgerlo nel modo migliore.

E la Suzuki cosa fa?

Guidotti era stato in trattativa con la Suzuki: anzi, a un certo punto, sembrava una possibilità più che concreta. Che invece è sfumata perché la Casa giapponese offriva e offre un solo anno di contratto. “Parlo molto spesso con Davide Brivio, sarei contento se tornasse in Suzuki, ma non potrà avvenire nel 2022” ha detto a Valencia Shinichi Sahara, numero uno di Suzuki.

La sensazione è quella che la Casa giapponese voglia aspettare che Brivio si liberi - se mai avverrà - dal contratto che lo lega alla Renault-alpine in F.1. Ma intanto il tempo passo e quel ruolo non viene ricoperto: il 2021 ha dimostrato che c’è bisogno di un team manager in Suzuki. Un problema che adesso ha anche il team Pramac: nessuno al mondo è insostituibile, ma non sarà semplice trovare un sostituto all’altezza di Francesco Guidotti.

  • paulbrazz11

    Sinceramente mi dispiace per il team Pramac... Giudotti è davvero una persona importante e che sa il fatto suo. Evidentemente devono aver offerto tanti soldini.
    Per il resto non è che vedo questo pericolo per Ducati... è risaputo che i austroungaricitedeschi si credono esseri superiori.
    Copiano, vedi aerodimanica Ducati... oppure frignano come quando dicevano che Yamaha ha copiato la loro aerodinamica
    Prendono i tecnici ma poi sono i tecnici che devono fare quello che vogliono in ktm, non il contrario
  • Stiducatti, Corsico (MI)

    Del resto KTM ha provato per ben tre volte a comprarsi la Ducati tutta intera e Pierer non lo ha mai nascosto, così come non si è mai risparmiato nelle esternazioni di ammirazione per la competenza tecnologica del marchio Italiano, nella cui traiettoria strategica e industriale ha sempre dichiarato di vedere più naturale l'ingresso in KTM, casa motociclistica con un DNA simile dal punto di vista dell'approccio alla cultura motociclistica, piuttosto che in un gruppo automobilistico, per quanto potente e tecnicamente avanzato.
Inserisci il tuo commento